A Vilna
(l'attuale Vilnius),
antica capitale della Lituania, tra il 1589 e il 1593 Padre
Salpa
si ferma per intraprendere gli studi di Teologia, assumendo la carica
di prefetto della Congregazione Mariana.
Dopo le tappe in Polonia (1593-1597) e in Bieloussia (fino al 1609),
nel 1610 il gesuita martinese fa ritorno a Vilna, dove
prima assume la carica di reggente dei due Seminari e poi, portando
avanti nel contempo l'attività di insegnante di Ebraico, nel 1615
ricopre il
prestigioso incarico di rettore dell'Università, che manterrà sino
alla morte, datata 1618.
CENNI STORICI SULLA LITHUANIA
Con ogni probabilità furono i balti che raggiunsero per primi la
Lituania intorno al 2000 a.C. La popolazione originariamente era
divisa in varie tribù, ognuna delle quali professava religioni
primitive. che praticavano religioni primitive. Intorno alla metà
del XII secolo, Mindaugas, capo degli aukštaičiai,uno dei due maggiori
gruppi di rappresentanza dei Balti,unificò le tribù lituane per un
breve periodo convertendole al cattolicesimo. Nel 1569 la Lituania
sancì formalmente la sua unione con la Polonia siglando il Trattato
di Lublino.
La popolazione della Lituania adottò la cultura e la lingua polacca,
i contadini lituani diventarono servi della gleba e l'unione dei due
stati venne chiamata Rzeczpospolita. La Russia di Ivan il Terribile
invase la Lituania-Polonia dando avvio alla guerra di Livonia che
durò 25 anni. Posta sotto il dominio russo nel 1795, nel 1918
diveniva una Repubblica indipendente, ma nel 1940, dopo lo scoppio
della seconda guerra mondiale, era annessa all'URSS come Repubblica
Socialista Sovietica.
Padre Salpa
attestato come
rettore
dell'Università di Vilna
Il
Parlamento lituano proclamava unilateralmente l'indipendenza l'11
marzo 1990, ma la piena sovranità era raggiunta il 6 settembre 1991,
quando il distacco veniva formalizzato dal Consiglio di Stato
sovietico come riconoscimento dell'illegalità dei patti
tedesco-sovietici del 1939 che avevano permesso l'annessione della
Lituania all'URSS. Venivano quindi riallacciate relazioni
diplomatiche con molti Paesi e si faceva richiesta di ammissione
alle maggiori organizzazioni internazionali (il 17 settembre 1991 la
Lituania entrava a far parte dell'ONU).
Nelle elezioni politiche del 1992, il blocco nazionalista (Sąjūdis)
di V. Landsbergis, che aveva guidato il Paese all'indipendenza, era
sconfitto dagli ex comunisti del Partito democratico del Lavoro (PdL),
sostenitori di un maggior gradualismo nel passaggio all'economia di
mercato. Nel 1993 il leader del PdL, A. Brazauskas, veniva eletto
presidente della Repubblica. Nel 1995 la Lituania firma il trattato
di associazione all'Unione Europea. Nelle elezioni politiche del
1996, nonostante i risultati in campo internazionale e la ripresa
economica, il PdL viene sconfitto dai nazionalisti e, nel 1998,
viene eletto presidente della Repubblica il conservatore V. Adamkus.
Alla fine del 2000,
però, le nuove elezioni politiche, portano al governo gli ex
comunisti. Alla fine del 2002, la Lituania conclude il negoziato per
l'adesione alla UE. Alle presidenziali del 2003 vince il populista
di destra Rolandas Paksas. Nel referendum svoltosi nel corso dello
stesso anno, la popolazione approva l'adesione all'Unione Europea.
Nel 2004 il Parlamento lituano avvia la procedura di messa in stato
d'accusa per il presidente; nel corso dello stesso anno il Paese
entra ufficialmente a far parte della NATO e dell'Unione Europea.
Le elezioni europee di
giugno vengono vinte dai populisti; quelle presidenziali di luglio
sanciscono la vittoria di Valdas Adamkus, mentre nelle elezioni
legislative della fine dell'anno si afferma il Partito laburista. In
novembre il Parlamento ratifica la Costituzione europea.